Ho 54 anni e se oggi sono ancora qui è grazie ad un prezioso dono che ho ricevuto 15 anni fa. Nel 2004 mi sono ammalato in maniera repentina e solo il trapianto di cuore poteva ridarmi la vita. Sono stato inserito nella lista trapianti dell’ospedale di Udine ed è avvenuto il miracolo della nuova vita. Ero all’oscuro di questi miracoli. Una persona che non conosco ha detto “sì” alla donazione degli organi permettendo alla mia vita di continuare.

Ho continuato ad essere marito e papà di due bambine che ho potuto crescere. Mi ritengo una persona altamente fortunata perché dopo il trapianto che mi ha ridato la vita nel 2004, quando tutto sembrava tornare ad essere normale, è successo che nel 2009 ho avuto bisogno di un secondo trapianto. Pensavo non fosse neanche possibile ritrapiantare un cuore ma grazie alla scienza medica ma soprattutto ad un’altra famiglia che ha detto “sì” alla vita, io ho ricevuto un altro dono che mi accompagna da 10 anni.

Quando lo provi su te stesso, sentir pulsare un organo che ha pulsato dentro un’altra persona e che ora ti permette di vivere, si sente una sensazione incredibile.
In questi 15 anni ho scoperto AIDO e ho capito l’importanza di questa associazione, lo spirito dei volontari che si adoperano affinché altre persone possano ricevere questo prezioso dono della vita. Oggi vorrei dire a tutti: quando state bene, quando siete in salute, informatevi! Quando incontrate i volontari AIDO, sciogliete i vostri dubbi in modo da aderire alla donazione di organi perché è vero che magari in maniera scaramantica non si vorrebbe parlare di questo argomento, ma è importante! Potremmo essere noi ad averne bisogno.
Ho provato più volte di cercare di dare un senso a questi misteri, quando vedi la vita finire ma qualcuno decide in maniera anonima di continuare a farti vivere.

Bisogna essere degni custodi di questi preziosissimi doni, vivere la vita a 360 gradi, anche se fuori piove è una bella giornata e se c’è la nebbia allora bisogna abbracciare la nebbia.
Trovo grande soddisfazione con il gruppo AIDO comunale di cui faccio parte e nell’andare nelle scuole e far sì che più persone possibili possano venire a conoscenza di questi miracoli che accadono. AIDO fa un lavoro eccezionale, instancabile. Io li ho conosciuti dopo il trapianto e quasi mi vergogno di non averli conosciuti prima, perché sono persone mosse da uno spirito umanistico e altruistico che non è facile trovare. Con la mia testimonianza posso portare conoscenza a più persone possibili e penso che anche i miei donatori saranno un giorno felici di sapere che io raccontassi la mia storia.

Giancarlo

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